Una strada con un cuore
Una strada con un cuore
Quante ambulanze ho visto passare nella mia vita ? quante volte il suono della sirena mi ha attraversato le orecchie ? ma è durato un attimo, guisto il tempo di spostarsi a lato carreggiata con la macchina per fare spazio, giusto il tempo di pensare a chi fosse capitato, questa volta, di sentirsi male, giusto il tempo di guardare le solite macchine che accodate dietro al mezzo sfrecciante, cercano di saltare la coda e pensare a che vite tristi e inutili siano quelle di persone cosi . Poi il traffico ritorna esigente, vuole la mia attenzione, poi la vita torna esigente, vuole la mia attenzione. Poi l'egoismo torna esigente, vuole la mia prigione.
Aspetta aspetta... ho un flashback, mi ricordo da bambini che si fantasticava su cosa mai ci fosse dentro a quelle ambulanze, qualcuno avrebbe voluto fingersi dolorante per poter penetrare quel segreto, che da bambini si sà ogni cosa è un gioco, che da bambini si sà l'egoismo non ha ancora bussato.
Poi un giorno alla tv il solito tg show delle disgrazie degli altri, la solita telegiornalista tutto trucco e carriera e qualcosa di colpo cambia. Miliardi di persone che stanno male perchè noi qui si possa comprare l'inutile. No non mi va piu bene. Forse è che non ho piu i denti del giudizio ? ma no in fondo i pazzi giudizio non l'hanno mai e spesso sono sdentati.
Allora comincio nel modo piu facile, un po di beneficenza qui, due euro in quella scatola di cartone di un barbone in strada là, direi pochino, direi svoglino, direi che non ci siamo. Perchè semplicemente donare denaro suona bene ma canta male. Certo serve anche quello lo sò, è importante... ma non mi basta.
Vediamo on line che mai si può trovare... Ma và ? cosa ? ah esistono i volontari ? dentro a quei mezzi di soccorso c'è qualcuno ? non si guidano da soli ? non soccorrono da soli ? ma chi l'avrebbe mai potuto immaginare !!
Ma che son tutti preti ? frati ? suore ? associazioni cattoliche ? missionari ? uhm... però che bravi !!! che belle persone !!! Solo che io sono anticlericale come faccio ? solo che a me non serve che la gente soffra per poter fatturare... come faccio ? Va beh dai ci vado lo stesso, magari scopro che ho pensato male, così poi posso dire che a non ricredersi mai son solo gli stupidi, sentondomi tanto tanto intelligente mentre lo dico.
Cosi entro nel mondo del volontariato dalla porta di una mensa e dentro scopro il primo di una lunga serie di viaggi nelle vite degli altri, in spaziotempo alterati, si perchè in fondo questo è aiutare qualcuno, condividere la sua vita per un pò di tempo. Alla mensa dei poveri trovi un variegato universo fatto di volontari e persone a vario titolo borderline, ci sono cose che non immagineresti mai come il senza tetto che un po puzza ma è vestito bene e ha due cellulari, come il volontario che non viene per aiutare ma per avere una rivalsa sociale oppure quella che viene aiuta e torna a casa con due sacchetti della spesa pieni di roba da mangiare che tanto scadeva... Poi è pieno di vite vissute, di occhi che trasmettono esperienze, le piu varie e spesso avariate. C'è anche una serie di personaggi che hanno migrato dalla condizione di bisognoso alla condizione di volontario, gente sgamata, gente che ti puo insegnare come si sopravivive alla vita.
A me non interessa che mi venga riconosciuto il merito, perchè probabilmente il merito non c'è, probabilmente sarebbe naturale aiutare le altre persone, probabilmente il naturale è diventato inusuale. Non mi interessa anche perchè aiutare gli altri ti fa stare bene e quindi forse, in una qualche forma, è sempre egoismo. Dopo un anno di mensa e di tante esperienze umane comincio a sentire che manca ancora qualcosa, servire a tavola, fare le porzioni, apparecchiare, pulire poi, sono ottime cose anche perchè mi tengono attaccato alla terra, evitano che il senso di marcia superiorità mi cominci a circolare nelle vene ma come dire... la cosa è un attimino statica, poco adrenalinica. Così al ennessima sirena in rosso che mi risuona nelle orecchie decido che è arrivato il grande momento.. che posso fare il salto.
Don Juan il mestro di Castaneda a un certo punto dice a Carlos che non importa dove vada o cosa faccia l'unica cosa che importa è che la strada percorsa abbia un cuore. Possibilmente che non saturi a 85 ahahahahah Sono d'accordo le strade devono avere un cuore, che non significa mielosa stupidità però, è piu vicino alla follia controllata, sei sano sei intelligente ma vivi da folle che ama, perchè sai che la vita è così, imprevedibile e vera.
La sera della presentazione del servizio 118 ci arrivo già bello deciso, lo sò che sarà un impegno grande, lo sò che bisognerà sacrificare qualcosa per farlo, ma non mi importa. Quelllo che mi importa è che persone posso trovare. Mi piace vivere di entusiasmo, perchè è piu comodo, quando sei a mille ogni cosa diviene facile, quando la risata ti accompagna non ci sono fatiche ma piaceri, ma per essere in questo mood occorre la fortuna di incontrare persone che condividano questo valore, non è facile. Probabilmente se non avessi incrociato la Uno quella sera non starei scrivendo qui ora, la combinazione di trovare alla sera di presentazione quella che poi sarebbe stata la mia squadra combinazione non è, le cose accadono con una sincronicità spesso assurda ma in un qualche modo sensata.
E cosi una ranocchia verde si è aggiunta a questo universo di persone forse non speciali ma sicuramente non comuni che ogni sera e ogni notte sono pronte a salire sul mezzo e a correre via veloci per arrivare la dove nessuno è mai arrivato, spazio 3105... ultima frontiera... diario astrale della ranocchia claus... come ?
si si smetto.
ahahahahahah
Claus